Masseria

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    Particolare del portico-ballatoio di collegamento fra l’abitazione padronale e gli annessi

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    Vista generale del complesso architettonico

L’opera progettata dagli architetti de Palma & Pinto è ubicata al centro di un uliveto nelle campagne di Carovigno, su un appezzamento di terreno a 95 mt sul livello del mare con altimetria omogenea e un’orografia in cui lievi dislivelli si alternano ad ampie zone pianeggianti.

La composizione plano-volumetrica riverente verso gli elementi paesaggistici e ambientali della zona è definita da volumi compatti e sviluppa i temi del muro e della corte, tipici dell’architettura mediterranea ed in particolare delle antiche masserie pugliesi. L’abitazione padronale costituisce il corpo principale, in attacco ad essa si articolano gli spazi annessi di servizio. La casa e gli annessi agricoli sono disposti in modo da formare una corte aperta verso l’uliveto sul lato mare e tenendo conto della corretta esposizione solare. L’architettura della facciata è armonizzata da un portico-ballatoio, posto a cerniera fra l’abitazione e gli annessi agricoli in un’alternanza di vuoti e pieni; esso ha la funzione di accesso privilegiato alla corte aperta ed alla casa evocando il sistema difensivo degli antichi ponti levatoi poi sostituiti da passerelle e scale su archi rampanti. Contribuiscono all’articolazione architettonica le scale esterne dei volumi annessi e gli imbotti delle finestre, poste rientrate rispetto al filo della facciata e bordate con modanatura squadrata tipica dell’architettura mediterranea.

L’intervento è a basso impatto ambientale: non altera la tettonica del sito, si inserisce fra la vegetazione tutelando le alberature esistenti, è compatibile con le caratteristiche geomorfologiche del sito. Sono stati esclusi sbancamenti diffusi del terreno operando solo con scavi puntuali lungo le strutture di fondazione. La tecnologia costruttiva e i materiali sono locali: pietra calcare, tufo, intonaci termici e macroporosi a base di calce. Le sistemazioni al suolo, pavimentazioni e percorsi interni al lotto, prevedono l’impiego di materiali drenanti, ghiaia o terra battuta stabilizzata con leganti e inerti naturali. Riducendo al minimo la cementificazione e le superfici non drenanti si evitano pericolosi fenomeni di ruscellamento e dilavamento fra le principali cause nei dissesti idrogeologici. L’acqua meteorica proveniente dalle superfici non drenanti, tetti e piazzali lastricati, sarà convogliata e raccolta in apposita cisterna e reimpiegata a scopi irrigui.